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“Vi dichiaro marito e moglie” - Parte I

Il regime della comunione dei beni della famiglia



È questa la fatidica frase che viene pronunciata dal celebrante a suggello del vincolo matrimoniale dopo lo scambio degli anelli e dopo le reciproche promesse di amore e fedeltà.


Il matrimonio è basato su una relazione affettiva, è vero, ma ha anche risvolti importanti di natura patrimoniale.


I coniugi, infatti, devono decidere quale tipo di regime patrimoniale deve avere la nuova famiglia e possono scegliere tra comunione o separazione dei beni; se non scelgono nulla, di defalut, si applica la comunione.


Possiamo constatare che, negli ultimi anni, sempre più coppie stanno scegliendo questa seconda opzione: secondo l’ISTAT (Report 2018) “nel 2008, l’incidenza dei matrimoni in regime di separazione dei beni era pari al 62,7% e in soli 11 anni è arrivata al 72,9%. “


Conosciamo da vicino la prima opzione e quali sono le conseguenze. Il punto su cui porre attenzione in caso di comunione dei beni riguarda i beni ed i diritti acquisiti dopo le nozze: indipendentemente da chi abbia fatto l’acquisto, il bene è di proprietà della coppia.


Questa regola presenta un’eccezione: i beni personali di ciascun coniuge. Il codice civile indica un elenco ben preciso di questi beni (art. 179 cc): vi rientrano i beni acquistati prima del matrimonio, quelli ricevuti per donazione o successione, quelli necessari per la professione e di uso strettamente personale, quelli ottenuti a titolo di risarcimento del danno o la pensione avuta per la perdita totale o parziale della capacità lavorativa.


Pertanto se il marito prima del matrimonio ha acquistato un appartamento, questo rimane nella sua esclusiva titolarità; se l’atto di acquisto è successivo alle nozze, la proprietà passa alla coppia automaticamente.


Vi è però una possibilità per realizzare questo effetto nel pieno rispetto della legge: è sufficiente che al momento del rogito siano presenti entrambi i coniugi e venga dichiarato espressamente che il bene è intestato ad uno solo di essi (ad esempio il marito) e che l’altro vi rinuncia.


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