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Ristrutturazione del debito fiscale

Con l'entrata in vigore del nuovo Codice della Crisi d'impresa e dell'Insolvenza la presenza di una serie di segnali di crisi obbligherà l'imprenditore ad intraprendere il processo di risanamento aziendale anche mettendo in gioco il proprio patrimonio personale.

Infatti i creditori pubblici qualificati (Agenzia delle Entrate, INPS, Agenzia delle Entrate - Riscossione) hanno l'obbligo di segnalare la situazione di crisi al superamento di alcune soglie di indebitamento fiscale e contributivo.

In base alla nuova normativa in materia di crisi d'impresa il Fisco deve attivare una procedura di allerta obbligando l'imprenditore ad attivarsi per il risanamento dell'impresa, verificando se l'azienda è in grado di continuare la propria attività. In questo caso l'azienda dovrà provvedere al pagamento del debito erariale; in caso contrario sarà avviata verso una procedura concorsuale o verso la la liquidazione giudiziale. In caso di mancata attivazione delle misure necessarie per il superamento della crisi l'amministratore diventerà illimitatamente responsabile del dissesto della società.

Anche le banche potranno essere interessate da questa procedura di composizione della crisi. A seguito della segnalazione dei creditori pubblici qualificati, infatti, potranno chiedere il rientro degli affidamenti aggravando ulteriormente la situazione.

E' pertanto fondamentale tenere sotto controllo il debito fiscale e contributivo attraverso l'adozione di un sistema di controllo tempestivo che permetta all'imprenditore di prevenire l'aggravarsi della crisi entro tre mesi rispetto alla sua insorgenza negli indici di allerta. 

 

La crisi presenta tuttavia anche l'opportunità di migliorare il valore dell'impresa attraverso una pianificazione a lungo termine e una gestione efficace dei flussi di cassa. Inoltre la nuova normativa apre alla possibilità di ristrutturare il debito tributario e previdenziale attraverso l'istituto della transazione fiscale, con l'importante novità legislativa che permette l'omologazione della proposta, anche in caso di diniego del Fisco, qualora sia migliore dell'alternativa liquidatoria.

 

Finché l'azienda è in salute, inoltre, con una specifica azione di corporate finance, potrà reperire le risorse finanziarie per definire il debito erariale ed evitare la segnalazione da parte del Fisco che potrebbe innescare una spirale pericolosa fino a condurre l'azienda alla liquidazione giudiziale.

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