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  • Redazione

Come trasferirsi all'estero e risparmiare

Sei ancora in vacanza e vorresti rimanerci? Potrebbe essere anche appetibile dal punto di vista fiscale.

Sono molti gli italiani che hanno già deciso di farlo e se prendiamo solo i pensionati, la quota raggiunge i 400 mila, secondo i dati INPS.


La convenienza è evidente

Prendiamo il Portogallo, oltre ad avere un costo della vita inferiore rispetto a quello italiano (26%), prevede la totale neutralità fiscale per chi decide di trasferirsi.

La normativa portoghese li definisce “residenti non abituali” e per i primi 10 anni non devono versare nulla al fisco.

Questo vale per chi percepisce redditi di fonte estera, mentre per i redditi da lavoro dipendente o autonomo percepiti in Portogallo è prevista una flat tax del 10%. In ogni caso, per goderne è necessario non essere stato residente nei 5 anni di imposta precedenti, aver presentato apposita istanza al fisco portoghese e dimostrare di avere una dimora in Portogallo.

Se ci spostiamo ad est possiamo optare per la Bulgaria che, a circa un paio di ore di volo dall’Italia, fornisce ai nuovi residenti una completa neutralità fiscale senza limiti di tempo oltre ad un costo della vita molto più basso di quello italiano. Vantaggiosa è anche Cipro con un’aliquota di imposta pari al 5%.


Vediamo come fare

Innanzitutto, trasferendoci: sembra tautologica come affermazione ma ci dice chiaramente che bisogna fisicamente risiedere nel paese nel quale decidiamo di andare.

Il trasferimento fittizio è altamente rischioso dal punto di vista penale tributario.

Fatto questo, bisogna iscriversi all’AIRE l’Anagrafe italiana dei residenti all’estero; per farlo bisogna presentare apposita comunicazione al consolato allegandovi la documentazione comprovante la nuova residenza (come, ad esempio, la carta di identità rilasciata dal nuovo paese).





E per le imprese?

Per quanto riguarda le imprese, il discorso è simile: la società deve essere operativa nello Stato straniero. In caso contrario, ossia con il solo cambio fittizio, il rischio di subire sanzioni dal fisco è altissimo.

Ciò di cui stiamo parlando rientra nel fenomeno dell’esterovestizione in cui vi è dissociazione fra residenza formale e sostanziale; in pratica vi è una fittizia localizzazione della residenza in Paesi diversi dall’Italia, per ottenere indebiti vantaggi fiscali.

Per questo reato, oltre alle sanzioni amministrative estremamente onerose, la legge prevede anche la reclusione da 2 a 5 anni.



Confrontati con un esperto

Il nostro consiglio è quello di ragionare sulla opportunità di un trasferimento all’estero prima di procedere.

Lo spostamento reale della residenza (sia per le persone fisiche che per quelle giuridiche) può rappresentare un tassello da incastrare all’interno di una strategia di pianificazione patrimoniale ben ponderata con l’assistenza e il supporto di un team di professionisti esperti di diritto estero.


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