• Redazione

Voglio vivere così col sole in fronte e felice canto…

La protezione del patrimonio



… Voglio vivere e goder l'aria del monte perché questo incanto non costa niente.


Questa strofa del celebre brano di Claudio Villa racchiude lo stato d’animo di leggerezza che ciascuno di noi prova quando si è liberi da pensieri, turbamenti e incombenze.


Queste ansie possono accrescersi soprattutto per determinate professioni: lavoratori autonomi, imprenditori; ovvero, in determinati periodi della vita: l’arrivo di un figlio, l’acquisto di una casa, l’approssimarsi della vecchiaia.


Oltre alle pratiche zen e di yoga che sicuramente sono di aiuto, ci sono diversi strumenti che possono venirci incontro in queste situazioni di stress e che possono provvedere alla protezione del patrimonio.


Immaginiamo il caso di un imprenditore che attraversi un momento di crisi della sua azienda: quanto sarà a repentaglio la sua famiglia e il suo benessere?

Il fondo patrimoniale può essere uno strumento utile in questo caso: attraverso un’apposita convenzione fatta dal notaio, possono essere messi al riparo alcuni beni come gli immobili o beni mobili registrati, separandoli dagli altri.


I beni inseriti nel fondo avranno come unica destinazione la realizzazione e il soddisfacimento dei bisogni della famiglia e non potranno essere oggetto di pretese di creditori il cui credito non ha nulla a che vedere con la famiglia.


Il fondo patrimoniale è adatto solo per le coppie unite in matrimonio o gli uniti civilmente.

Negli altri casi è possibile fare riferimento al trust, strumento giuridico di forte flessibilità e ampi vantaggi. Per la sua costituzione è necessaria la presenza di professionisti altamente competenti; il rischio che si corre è la nullità dell’atto.


Con il trust è possibile trasferire qualsiasi tipo di bene, mobile o immobile, ad un soggetto gestore che avrà cura di gestirli secondo le direttive ricevute e a trasferirli ai soggetti indicati nell’atto che da vita al trust. Inoltre, per la sua costituzione non sono necessari particolari requisiti, come il matrimonio.


Altro strumento è la polizza vita; destinando i beni (anche in parte) all’interno di questo contenitore, è possibile schermarli da “occhi indiscreti”. La polizza consente una forte riservatezza: ad esempio, chi vuole evitare tensioni in famiglia una precedente relazione può destinare una polizza vita ad un particolare beneficiario, senza che la sua famiglia ne venga a conoscenza.


A ciò si aggiunge che i denari così inseriti sono sottratti al pegno e al sequestro conservativo.


Attenzione però: questi strumenti devono essere “maneggiati con cura” e professionalità. Il limite è il rispetto della legge che, all’art. 2740 del codice civile, prevede che “Il debitore risponde dell’adempimento delle sue obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri”.


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