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Vendere l’eredità: è possibile?

Come definire con celerità una successione inaspettata



Luca è un nostro cliente, vive in Francia e qualche mese fa è stato convocato dal notaio del distretto di Torino: suo fratello è deceduto e lo ha nominato erede.


Luca vive in Francia da molti anni e con l’Italia non ha più rapporti, se non di natura sporadica e non ha alcun interesse a seguire le vicende ereditarie.


Suo fratello gli ha lasciato un piccolo appartamento in centro, peraltro da ristrutturare, e uno chalet in disuso in montagna che fungeva ormai da magazzino.


Considerato lo scarso interesse ai beni ereditari, abbiamo suggerito al nostro cliente di procedere ad una vendita dell’eredità.

Che cos’è?


La vendita dell’eredità è un vero e proprio contratto tra erede (venditore) ed un terzo (acquirente) che può essere anche un coerede. Nel caso di Luca, l’acquirente è stato l’altro fratello nominato anche lui nel testamento come erede. È possibile vendere qualsiasi bene ereditario ma se vi sono immobili è necessaria la presenza del notaio.


Sono esclusi dalla vendita solo particolari tipi di diritti che hanno un carattere strettamente personale come i diritti alimentari o i diritti che fanno capo all’erede come persona (beneficiario nei contratti di assicurazione sulla vita, reversibilità della pensione, quota di tfr, eccetera).


Quali sono i vantaggi?


Tanto il venditore che l’acquirente il realizzano un vantaggio: il primo monetizza i beni ereditari verso cui non ha interesse, il secondo entra in possesso di beni che solidificano il patrimonio personale magari ad un prezzo più vantaggioso rispetto a quello che avrebbe potuto ottenere in altre situazioni.


Inoltre, non è difficile trovare un acquirente dell’eredità, primi fra tutti i coeredi. Anzi, è la legge stessa che impone al venditore di rendere nota la volontà di a questi. I coeredi vantano il cosiddetto diritto di prelazione, ossia il diritto di essere preferiti nell’acquisto rispetto ad altri soggetti estranei all’eredità.


Quali sono gli svantaggi?


Chi compra una quota ereditaria diventa proprietario sia delle attività che delle passività: in sostanza i debiti si trasferiscono all’acquirente. Questi, per liberarsi, deve pagare i creditori ereditari; se i debiti sono stati già pagati dal venditore, l’acquirente dovrà rimborsargli quanto versato.


È necessario quindi procedere con cautela e con l’assistenza di un professionista avvocato per analizzare nel dettaglio l’intero asse ereditario e verificare tutte le opportunità che una tale scelta può comportare.


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