• Redazione

Perchè aspettare se posso farlo adesso?

La donazione come strumento per anticipare il passaggio generazionale



Il ciclo di vita della famiglia e dell’individuo è radicalmente cambiato negli ultimi anni: si trova il primo lavoro intorno ai 30 anni e si raggiunge una certa stabilità economica qualche anno più tardi. Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’ISTAT (giugno2019) gli italiani hanno lasciato la casa dei genitori ai 30 anni superati, a differenza di altre nazioni come la Francia o la Svezia dove si diventa autonomi intorno ai 20 anni.


Il momento delle nozze giunge con sempre meno frequenza: “vivono in coppia, coniugati e non, solo il 29,1 per cento dei giovani tra i 20 e i 34 anni, una percentuale molto più bassa rispetto al 1998 (37,9 per cento) (Fonte Istat giugno 2019).


Il momento delle nozze arriva sempre più tardi (35 anni circa) e le prime nottate insonni per l’arrivo dei figli giungono quando si spengono le 40 candeline.


Allo stesso tempo lo sviluppo della scienza medica e farmacologica, associato ad un miglioramento del livello generale di istruzione e ad una crescita del benessere hanno determinato un allungamento delle speranze di vita. Chi ieri si definiva “anziano”, oggi si percepisce come “diversamente giovane”.


Sempre più pensionati decidono di continuare a lavorare magari come consulenti esterni, forti ancora delle loro competenze ed esperienze accumulate negli anni. Mentre i loro figli sono ancora in cerca di un’occupazione stabile.


Molti nonni si occupano stabilmente delle famiglie dei loro figli: accompagnano nipotini all’asilo, sostituiscono babysitter a pieno regime e in molti casi sostengono anche economicamente queste famiglie appena germogliate.


Il momento del passaggio generazionale della ricchezza sta pian piano mutando la sua veste e la sua manifestazione. Oggi i genitori preferiscono non aspettare e aiutare i loro figli quando sono ancora in vita senza attendere inutilmente il decorso del tempo.


Tra gli strumenti giuridici più utilizzati c’è la donazione: dietro queste scelte c’è senza dubbio la volontà di aiutare nel presente e, perché no, percepire il senso di gratificazione che si prova quando si dona qualcosa a chi si vuol bene.

I numeri supportano questa riflessione. Secondo gli ultimi dati forniti dal Consiglio del Notariato,nel 2018 le donazioni sono state ben 72.525 e quasi la metà riguarda l’abitazione o il fabbricato (come capannoni, negozi, eccetera); riscuote molto successo la donazione della nuda proprietà.


La donazione rappresenta infatti un anticipo dell’eredità, in sostanza uno strumento di passaggio generazionale della ricchezza che consente agli adulti e le famiglie di oggi di avere quell’appoggio e supportano di cui necessitano.



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