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Divide et impera: vale per gli eredi?

La divisione dell’eredità


Divide et impera deriva dal latino e richiama una strategia per gestire al meglio un popolo: più si creano delle divisioni all'interno, più sarà facile controllare e governare.


Ci siamo quindi chiesti se, anche in ambito successorio, la divisione ereditaria, può essere una sciagura per gli eredi o se invece può migliorarne i rapporti.


Sappiamo bene che subito dopo l’accettazione dell’eredità, tra gli eredi si instaura la comunione ereditaria che diventano così coeredi.


Questi condividono il patrimonio del de cuius e sono titolari idealmente di una quota ben precisa la cui porzione è determinata dalla legge, se vi è stata successione necessaria o legittima, o determinata dal testamento se vi è stata successione testamentaria.


Ogni coerede può cedere la propria quota ma deve notificare agli altri coeredi questa intenzione: costoro vantano il cosiddetto diritto di prelazione, ossia hanno diritto di essere preferiti nella cessione della quota a parità di prezzo ad altri soggetti, magari estranei alla famiglia o comunque alla cerchia di affetti del testatore.


Intenzione del legislatore è quindi quella di proteggere l’unitarietà del patrimonio, evitando così che venga disperso e frammentato.


Insomma, il legislatore ragiona all’opposto del motto latino.


Tuttavia, non tiene in considerazione un dato importante: le frizioni e i disagi in famiglia possono infiammarsi in occasioni come quella della comunione ereditaria.


Viene meno la guida e non tutti i famigliari procedono in maniera unitaria: forze centrifughe possono mettere a repentaglio il valore stesso del patrimonio e anche la serenità della famiglia.


Per evitare questo, il testatore può programmare la divisione del patrimonio.

È bene che questa delicata operazione sia gestita con il supporto di diversi professionisti: primo fra tutti l’avvocato o del notaio che deve verificare la corretta divisione dal punto di vista giuridico (ad esempio, l’esclusione dell’erede legittimario, comporta la nullità della divisione).


È necessaria anche la presenza di un geometra o altro professionista per la valutazione dei beni immobili e di un consulente finanziario per gli asset finanziari; le perizie per la stima dei beni sono pilasti fondamentali per questa attività.


La divisione fatta dal testatore è un gesto di amore per la propria famiglia e il proprio patrimonio.


Divide et ama


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